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Jan 1

Appropriazione indebita di stemmi di famiglie estinte

Come è noto – o quasi – ai cultori di nobiltà e di scienze araldiche, durante i tanti periodi monarchici che si sono susseguiti in Italia (compreso il periodo unitario) dal Medioevo ad oggi, coloro che in passato furono onorati di possedere un titolo nobiliare erano veramente pochi.

A proposito ci sono statisttiche ufficiali redatte dagli araldi dei regni, principati, granducati e quant'altro o dagli storici che hanno numerato i titoli concessi da un sovrano o da un imperatore, così come ci sono annuari e libri d'oro che appunto elencano questi titoli e i rispettivi titolati.

Ebbene buona parte delle famiglie che avevano un titolo nobiliare si sono estinte e quindi sia i titoli che gli stemmi di queste famiglie sono rimasti per così dire "vacanti". Purtroppo sembra che in Italia non si sia capaci di affrontare una ricerca genealogica della propria famiglia o di accettarla se questa non porta alla scoperta di avi dal sangue blu!

E quindi con molta audacia i cacciatori di blasone per ovviare a questo increscioso dettaglio inventano fantasiosi stratagemmi come: acquistare un titolo ex novo, comprarne uno da una famiglia nobile, acquistare un titolo cavalleresco o appropriarsi indebitamente dello stemma di una nobil schiatta estinta.

Il più delle volte vengono consigliati da fantomatici istituti o studi araldico nobiliari, in contatto con cosidette case ex regnanti o pretendenti, che elargiscono titoli nobiliari o cavallereschi e perchè no stemmi "nobilitanti" con tanto di corona. Dopotutto anche se la XIV° disposizione transitoria della nostra Costituzione recita: "I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L'Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica" di certo non proibisce o considera reato fregiarsi di un titolo fasullo o di fantasia o di usare uno stemma di una famiglia estinta.

Certo, la già citata LEGGE 3 marzo 1951, n. 178 proibisce ai cittadini italiani di usare in territorio italiano un ordine cavalleresco o un'onorificenza estera se non autorizzati dal Presidente della Repubblica, ma non proibisce di acquistare titoli cavallereschi.

Il registro riceve ogni tanto richieste di registrazione di stemmi di antiche casate estinte, ma scoraggia chiunque dal voler agire in questo modo, perchè lo si ritiene ingiusto nei confronti di quelle casate e antistorico. Inoltre si esortano gli istituti, le società e gli studi araldici a non veicolare questa tendenza e invece a consigliare di crearsi uno stemma ex novo da trasmettere ai propri discendenti.

Ovvio che il curatore del Registro Araldico Italiano non registrerà mai gli stemmi rubati ad altre famiglie e chiunque discenda da una famiglia storia o notabile è obbligato a dimostrarlo con prove documentate.

Tuttavia censire tutti gli stemmi delle famiglie italiane non è possibile, per cui se per errore, sul registro si dovessero registrare codesti stemmi a persone non correlate a queste famiglie o che sono correlate, ma non forniscono i documenti necessari per dimostrare la parentela, gl'intestatari di questi stemmi saranno invitati ad apportare modifiche agli stemmi stessi o ad adottarne di nuovì, senza pagare l'aggiornamento.

Altrimenti sulla registrazione sarà riportata una nota che certifica che lo stemma registrato è lo stesso di quello storico, ma che l'intestatario non discende da quella famiglia.

Jan 1

Caduceo o bastone di Asclepio?

In occasione dell'ultima registrazione (n. 29 – Sign. Esposito) è stato usato un simbolo poco conosciuto in araldica, anche ai più esperti, ovvero il bastone di Asclepio, antico simbolo greco associato alla medicina che consiste in un serpente attorcigliato intorno ad una verga. Asclepio era il dio della salute nell'antico pantheon greco. Il nome latinizzato del dio era Esculapio. Fu istruito nell'arte medica dal centauro Chirone.

Ebbene questo simbolo purtroppo viene troppo spesso confuso con il caduceo, (che ha due serpenti), simbolo del commercio e associato al dio Ermes, anche conosciuto come bastone di Esculapio.

Asclepio era il dio della salute nell'antico pantheon greco. Il nome latinizzato del dio era Esculapio. Fu istruito nell'arte medica dal centauro Chirone. Il bastone di Asclepio simboleggia le arti sanitarie, combinando il serpente – che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità – con la verga, un semplice strumento. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che una volta il simbolo rappresentasse un verme arrotolato intorno ad un bastone; vermi parassiti come il "verme della Guinea" (Dracunculus medinensis) erano comuni nei tempi antichi, e si estraevano da sotto la cute arrotolandoli lentamente intorno ad un bastoncino. È possibile che i medici abbiano pubblicizzato questo servizio comune apponendo un segnale rappresentante un verme su un bastone.

Usi ampiamente accettati includono il logo della Organizzazione Mondiale della Sanità, la Stella della vita ed il simbolo della Associazione Medica Americana.

Un simbolo simile, Nehushtan, è menzionato nella Bibbia per essere stato utilizzato per la guarigione dal morso del serpente.

Il caduceo (kerykeion in Greco) invece è un bastone con due serpenti attorcigliati intorno ad esso. La parola italiana deriva dal latino caduceus che, come detto, rprende che riprende il greco antico Karykaion, aggettivo di karix (o keerix), traducibile come araldo.

Caduceo o Bastone di Esculapio

Il termine presenta una medesima etimologia, ed è identico, salvo adattamentigrafici e fonetici, sia in francese, inglese e spagnolo, mentre la forma tedesca heroldstab traduce l'espressione bastone dell'araldo.

Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Ermes (Ermete-Mercurio). Ordinariamente era un bastone di araldo, a volte con ali, con due nastri bianchi attaccati. I nastri col tempo diventarono serpenti in forma di otto.

Attualmente è spesso utilizzato scambievolmente con il Bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti. Il simbolo è inoltre usato in Italia come emblema dell'Ordine dei Farmacisti.

Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero da un antico metodo, ancora valido, di estrazione dai tessuti sottocutanei, per arrotolamento su un bastoncino, della femmina adulta di Dracunculus medinensis (elminta diffuso in molte regioni rurali dell'Africa e del Medio Oriente); l'operazione, che poteva durare giorni, doveva essere eseguita da medici molto esperti, perché il verme non si rompesse durante l'estrazione. Se succedeva, il verme moriva nel tessuto sottocutaneo e non si poteva più estrarre.

L'esatto significato del caduceo rimane comunque non molto chiaro. Il caduceo era il bastone o lo [[scettro] del dio greco Hermes (divenuto Mercurio per i Romani) che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Per questo il caduceo veniva mostarto dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione mediatrice e come emblema della loro inviolabilità. Lo scettro, all'inizio un semplice bastone, aveva anche una valenza morale, poichè rappresentava la condotta onesta ed al tempo stesso la saluta fisica della persona. Hermes/Mercurio, in quanto messaggero degli dei, era anche il mediatore della volontà divina presso gli uomini.

In araldica il caduceo è cimato da un volo spiegato. Secondo la tradizione Mercurio, che aveva ricevuto da Apollo il bastone, mentre si trovava in Arcadia vide due serpenti che si battevano. Gettato il bastone tra loro, vide che vi si avvolgevano facendo pace. Da ciò il caduceo divenne simbolo di concordia e, per estensione, di commercio. Presso i greci fu distintivo degli ambasciatori e degli araldi. Nel medioevo era detto caduceo il bastone rivestito di velluto e fiorito che era portato dagli araldi e dai re d'armi. Il significato generale di pace del caduceo è rafforzato dalla simbologia dei singoli elementi che lo compongono: il potere per il bastone, la concordia per i serpenti e la sollecitudine per le ali.

Invitiamo chiunque conosca stemmi con uno di questi simboli per arricchire la libreria e le testimonianze circa l'uso degli stessi in araldica.

                                                        

                                Bastone di Asclepio                              Caduceo

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