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Le fonti e le ispirazioni per crearsi uno stemma di fantasia possono essere tante, ma lo Studio Pasquini consiglia - nei limiti del possibile - di considerare l'araldica soprattutto come un mezzo per rappresentare graficamente il proprio cognome e quindi di optare per gli stemmi parlanti ; in ogni caso questi sono alcuni elementi da valutare per l'ideazione del proprio stemma:

Ideali e caratteristiche morali: per esempio se si crede nei valori della libertà si puo' inserire nel proprio stemma una picca, una rondine, un cavallo o le catene spezzate. O magari se attraverso il proprio stemma si vuole comunicare amore per la pace si potrebbe raffigurare una colomba o un ramo d'ulivo (famoso lo stemma di Papa Pio XII con la colomba con un ramo d'ulivo in bocca).

Fatti di rilevanza storica: sicuramente gli stemmi riportanti fatti storici di una famiglia sono i più interessanti e significativi: il crancelino dei Sassonia, il biscione dei Visconti, il cardo della Scozia, nascondono tutti fatti curiosi e che hanno fatto la storia di queste famiglie e regni.

Caratteristiche fisiche: con un po' di ironia si puo' creare uno stemma che rappresenti o alluda a determinate caratteristiche fisiche che abbiamo e che in molti casi forniscono e fornivano anche il pretesto per l'assegnazione di un cognome;: il colore della pelle, il colore degli occhi, la forma del viso, il colore dei capelli, un difetto fisico, etc.

Mestieri e professioni: nell'antichità ogni arte e professione era rappresentata da un simbolo: l'agnello pasquale per i lanai, il vaio per i vaiai, la tenaglia per i fabbri, la scure per gli scalpellini, la coppa per i vinattieri e cosi' via. Volendo è possibile inserire nel proprio stemma anche un simbolo che richiami la propria professione, arte o passione.

Soprannomi e pseudonimi: in molti centri, dove alcuni cognomi sono molto diffusi, si fa confusione con nomi e cognomi uguali, quindi quasi sempre si ricorre ai soprannomi: quale migliore fonte di ispirazione si potrebbe avere se si avesse un soprannome? Lo pseudonimo invece è più indicato per gli stemmi goliardici, in quanto di solito chi usa pesudonimi, lo fa per evitare di non essere riconosciuto. In questo caso forse sarebbe meglio adottare uno stemma enigmatico o rebus.

Segreti o indovinelli: per i più audaci gli stemmi enigmatici, cifrati o rebus possono rappresentare uno strumento unico: per raffigurare attraverso uno stemma un fatto privato, un segreto o un indovinello, uno pseudonimo, destinato ai pochi eletti capaci di decifrare il messaggio o semplicemente da utilizzare come effige per omaggiare una persona, un evento o un fatto personale rilevante ma che si vuole tenere segreto

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